Soluzione e Cambiamento

 

gorilla in gabbia cerca la via di uscita

  

Alla disperata ricerca di un risultato

 

 

La via di uscita è la porta. Perchè nessuno vuole servirsene? Confucio

 

E' accaduto a tutti noi in qualche momento della vita.

Incontriamo una difficoltà, soffriamo e vogliamo trovare una soluzione. La desideriamo profondamente, ne siamo certi, eppure evitiamo con accuratezza la via per raggiungerla. A volte ne siamo consapevoli, altre volte no. Investiamo tempo, energia e fatica per capire al meglio la nostra difficoltà, trovare le colpe o le responsabilità senza permetterci di guardare alla soluzione.

Siamo ancora lì, a combattere, a cercare strade possibili. Dopo aver ampiamente colpevolizzato il mondo, la società, i genitori, gli uomini o le donne come genere o il nostro triste destino, siamo stati persino  disposti a mettere in discussione noi stessi. Ma la soluzione, quella vera, sembra inesistente. Come è possibile che soltanto per noi non ci sia pace?

Così usciamo da questa affannosa ricerca ancora più avviliti: cosa possiamo fare a quel punto?Guerriero a cavallo armatura
  • Possiamo  mortificare  tutto ciò che abbiamo tentato,
  • passare il resto del tempo a cercare di capire quale lezione dobbiamo imparare dalle nostre difficoltà,
  • o ancora perdere totalmente la fiducia in noi stessi e decidere che siamo noi quelli sbagliati e che quanto ci accade è esattamente ciò che meritiamo: la sofferenza.

 

Possiamo iniziare semplicemente a guardare meglio?

Abbiamo sfidato e  combattuto la nostra difficoltà fino allo stremo, nella speranza di ucciderla, ma non ci siamo accorti che, in questo modo, l'abbiamo soltanto resa più forte. 

Abbiamo visto chiaramente il problema, lo abbiamo conosciuto nei minimi dettagli, ne siamo diventati assoluti esperti. 
Ma quello che si muove tra il problema e la soluzione, lo abbiamo guardato? Esiste un prezzo che non vogliamo pagare per quella soluzione? E' forse un prezzo che ci appare più spaventoso del problema stesso?

Queste domande aprono la porta ad un primo risultato: lasciamo per un attimo la "guerra alla difficoltà" e iniziamo finalmente a spostare lo sguardo verso l' idea di una soluzione.

 

Quando iniziamo a guardare alla soluzione, ci rendiamo conto che lasciare un problema significa cambiare. 

Nel problema siamo al sicuro, lo conosciamo, sappiamo che si è adattato perfettamente ai nostri schemi e alle nostre difese e che non le modificherà. E' lì, cristallizzato, come lo siamo noi. Esistono parti di noi a cui abbiamo dato il compito di rappresentarci al mondo. E' accaduto forse molto tempo fa e ha richiesto grande determinazione da parte nostra, ma il risultato è raggiunto. Queste parti sono diventate "noi" anche ai nostri occhi. 

E se dobbiamo mettere in discussione proprio queste per andare alla soluzione? Chi saremo una volta che avremo risolto proprio quel problema? Non lo sappiamo e non abbiamo alcuna voglia di saperlo. No, il prezzo è troppo alto. Molto più saggio continuare a cercare, lamentarci o adeguarci.

Ma improvvisamente il gioco non funziona più. Abbiamo visto altro. Siamo diventati consapevoli. Abbiamo scelto di tenere la nostra difficoltà per non lasciarci andare al cambiamento. Come possiamo ora lamentarci? Come possiamo continuare a cercare soluzioni che non siamo disposti a prendere?

Tutto si è modificato e non possiamo più fermarci. Ed ecco che, attraverso la porta che abbiamo aperto, la vita ci viene in aiuto.

 

La soluzione che si avvicina porta altri doni inaspettati. 

Con la nuova soluzione, scopriamo aspetti di noi che avevamo dimenticato. Togliere una maschera ci svela altro. La paura si scioglie e, poco dopo,  la dimentichiamo.

 

Ora siamo altro e non abbiamo dubbi in proposito. Siamo pronti per la prossima sfida.

Saremo più veloci questa volta a guardare alla soluzione?

Forse.