Quando il passato ci mette lo zampino. Breve esercizio per  tenersi gli amici

 

leonessa ruggito

 

Quando il passato ci mette lo zampino.

All'improvviso ci siamo infuriati. Quelle parole, quel modo di fare o quella situazione ci hanno preso la mano. Non importa se è accaduto con un nostro collega o con il nostro amico più caro, con la nostra compagna o con il mondo ingiusto. Non è rilevante se avevamo tutte le ragioni per non accettare quella situazione e se siamo riusciti, dopo, a confortarci con mille pensieri ragionevoli. Ancora non ci spieghiamo perchè abbiamo perso le staffe in quel modo ma è accaduto. La nostra reazione è stata comunque eccessiva.

 

Abbiamo provato una emozione che ci ha letteralmente travolto e accecato. Ci siamo sentiti come Rambo ma forse è stato davvero un po' troppo! Non siamo neppure riusciti ad ascoltare le ragioni dell'altro. Ma ormai quella sensazione è entrata e non vuole andarsene. Forse abbiamo urlato tutta la nostra rabbia o, al contrario, abbiamo ripiegato su noi stessi e per giorni abbiamo continuato a rimuginare su quanto è accaduto. Ancora non ci spieghiamo il reale motivo che ci ha condotto a perdere  le staffe.

 

Unica cosa che ci è chiara è che quel rapporto si è incrinato irreparabilmente e continuiamo a sentire un profondo risentimento per quella o quelle persone.

Quali sono le ragioni nascoste dietro a tanta foga? Davvero la situazione lo richiedeva? Possiamo ammettere, anche solo con noi stessi, che non era necessario? Possiamo accettare che la nostra reazione è stata assolutamente sproporzionata alla causa che l'ha scatenata?

 uomo arrabbiato
Quando ci accade con ogni probabilità stiamo riattivando qualcosa che appartiene al nostro passato o alla nostra famiglia di origine.

Qualcosa che non abbiamo risolto o una fedeltà inconsapevole. Se appartiene alla nostra vita allora ci siamo sentiti impotenti o abbiamo subito fatti che ci hanno segnato. Se appartiene al nostro sistema familiare si tratta probabilmente di qualche grave fatto accaduto a qualcuno dei nostri genitori o antenati.

In entrambi i casi nulla che abbia a che fare con quel presente che stiamo vivendo e al quale stiamo rispondendo come "angeli vendicatori."

Anni fa imparai da Ulsamer un semplice esercizio e, dopo averlo a lungo sperimentato, ho iniziato a consigliarlo alle persone che si rivolgono a me che si trovano in situazioni simili. 

E' soltanto un utile Pronto Soccorso emotivo da utilizzare ogni volta che ci troviamo in una situazione simile, che razionalmente non riusciamo a spiegare, e che ci porterebbe a rovinare inutilmente rapporti importanti. Ci renderà immediatamente più "saggi" e amichevoli verso il prossimo.

 

E' sufficiente prendersi il tempo per visualizzare davanti a noi la situazione che abbiamo vissuto, tutti i partecipanti e quel momento preciso che ci ha fatto uscire dai gangheri.

E' importante prendere un po' di distanza (dove possiamo respirare tranquillamente) e lasciare che quella sensazione che ci ha assalito si manifesti.

Ora dobbiamo soltanto voltarci alle nostre spalle e guardare lontano : stiamo guardando al nostro passato o ai nostri familiari. Non sforziamoci di vedere nulla di preciso, nessuna persona. Sappiamo soltanto che stiamo guardando in quella direzione.

Ci permettiamoci poi di ascoltare se quella sensazione è ancora presente ora, là in fondo e se riusciamo a riconoscerla. E' là. non dobbiamo scoprire dove o da chi, soltanto riconoscere che non è di oggi.

 A questo punto possiamo voltarci nuovamente  in avanti, guardare al fatto che ci ha tanto turbato. Ogni cosa può apparirci diversa e ora possiamo riuscire a comprendere finalmente la situazione che abbiamo vissuto per ciò che è.

 

Questo semplice intervento ci permette di "staccare" qualcosa, nascosto nel presente, ma che non ha nessuna attinenza con esso. Vi consiglio di sperimentarlo ogni volta che ne sentite la necessità. Così, nel tempo, vi abituerete a dubitare di ogni reazione palesemente eccessiva e di chiedervi: 
"Chi o cosa ci sta mettendo lo zampino ora?" 

 

I vostri amici, parenti e colleghi  ve ne saranno certamente grati.