Rieducazione visiva naturale

 

sguardo uccelli sul ramo fiorito
 

 

Consideriamo questione di buona educazione non spingere lo sguardo dietro le maschere altrui. Di conseguenza non vediamo quasi mai la gente. E’ raro che ci si guardi negli occhi quando ci si saluta. Alla domanda “Come va?” rispondiamo meccanicamente “bene grazie”.

Che differenza dal tradizionale saluto africano “Io ti vedo” A. Lowen

 

La rieducazione visiva è un metodo naturale per recuperare e sviluppare la propria capacità di utilizzare il sistema visivo in modo fisiologicamente corretto.

Il processo visivo è un'arte, una integrazione tra mente, occhi e sistema nervoso, che il nostro corpo conosce perfettamente ed è in grado di riattivare.

Rieducare la vista significa:

  • restituire agli organi deputati la corretta funzione,
  • recuperare la memoria corporea del corretto utilizzo delle strutture atte alla visione,
  • recuperare elasticità e movimenti visivi equilibrati attraverso una consapevolezza corporea e psichica raggiunta attraverso la pratica.

Ciò si traduce inevitabilmente in un percorso assolutamente personale, che apre le porte a nuove comprensioni e consapevolezze.

E' utile per tutti coloro che hanno un difetto visivo: miopia, ipermetropia astigmatismo e presbiopia. In presenza di anisometropia (differenza di visione tra i due occhi) e ambliopia  (un occhio che non risponde ad alcuna lente oftalmica), in presenza di patologie oculari. Può  diminuire le diottrie di un difetto visivo, ridurne la progressione, migliorare le capacità visive generali, prevenire patologie importanti e  riattivare competenze compromesse. 

La complessità della visione

La visione può essere considerata un processo di interpretazione e di trasformazione di un mondo esterno, fisicamente esistente, in un nostro mondo percettivo.

E' la risposta sensoriale più sviluppata nell'uomo e ci consente di leggere il mondo che ci circonda, di formarci opinioni al riguardo e di comunicare con le persone in modo rapido e profondo.

Il processo visivo è complesso: inizia con l'energia luminosa che stimola i fotorecettori retinici, la trasformazione dei segnali in risposta bioelettrica e, da questa, altre risposte nelle cellule nervose che si succedono nella retina e nelle vie che vanno dall'occhio al cervello, fino a generare l'immagine visiva.

Le variabili coinvolte:

​L'occhio e tutte le sue strutture interne ed esterne che garantiscono la prima risposta agli stimoli visivi

Le connessioni tra occhio e cervello e tra differenti aree cerebrali deputate a rielaborare la risposta allo stimolo in termini di forma, colore, riconoscimento, memoria e di selezione delle immagini ritenute più idonee per la nostra comprensione della realtà.

Esperienze personali visive e non, la nostra “mappa” e il livello di competenza riguardo al mondo che ci circonda.

Lo stato generale di equilibrio energetico del nostro corpo legato alla alimentazione, respirazione, buon funzionamento degli organi.

La nostra capacità di gestire emozioni e la presenza di eventuali traumi, vissuti o ereditati.

La capacità di vedere, come altre risposte percettive, si basa sulla disponibilità ad accettare il cambiamento e il movimento di ogni cosa, dentro e fuori di noi. Un occhio fermo deteriora o perde totalmente la propria capacità visiva in un tempo brevissimo. 

Senza fluidità non esiste vita, salute, comprensione.
Senza movimento non esiste visione. 
  
 

Metodo Bates

 

Il dott. W.H. Bates, medico oculista di New York, dedicò gran parte della propria vita alla ricerca di nuove risposte ai deficit visivi.

Quando prescriveva correzioni ottiche, in particolar modo a bambini, non riusciva a darsi pace. Sentiva di rendere quei bambini definitivamente dipendenti da occhiali, una risposta che riteneva “sintomatica e definitiva”.

Scelse di non ignorare il fatto che gli errori di refrazione si modificano continuamente in risposta alle attività svolte o alle situazioni di vita. Cercò invece di comprenderne  le possibili cause, studiò i mutamenti continui, gli elementi comuni, al fine di trovare finalmente nuove risposte e nuove opportunità per il recupero della giusta visione. 

Arrivò così a strutturare un vero e proprio metodo, ancora oggi il più utilizzato nella rieducazione, basato su 

Movimento,  Rilassamento Visivo, Fissazione Centrale, Memoria e Immaginazione.

Il Metodo si compone di una serie di semplici esercizi finalizzati a recuperare un rilassamento dinamico  di tutto il sistema,  tale da permettere di recuperarne la funzionalità originaria. Eliminare tensione mentale  e le cause di stress visivo significa ottenere un rapido miglioramento della risposta di tutto il sistema. 

Il metodo Bates lavora sulla risposta visiva e non semplicemente sugli occhi. Contrazione sforzo e decentralizzazione sono alla base di ogni deficit ed è qui che bisogna intervenire. Se agisco soltanto sul difetto di  refrazione, senza modificare lo sforzo e la tensione presenti, non avrò fatto nulla per un reale recupero.

Se migliora la risposta anche il difetto visivo si modifica.

 

Come avviene il miglioramento?​

La vista inizia a migliorare in modo abbastanza rapido con dei flash di visione nitida.

Sono momenti in cui il nostro corpo riattiva la capacità di vedere di cui era capace e servono per iniziare a "ri-educare" il nostro sistema visivo ad una nuova possibilità. E' il momento allora di proseguire con gli esercizi e di  valorizzare ogni singolo miglioramento per aiutarsi a mantenere giusta motivazione nello svolgimento della attività.

Il percorso ha tempi variabili e assolutamente personali.

Come si svolgono gli Incontri - Individuali

Rieducazione visiva - Percorsi di gruppo